Il ruolo del pavimento nell'inerzia termica complessiva dell'edificio

Quando si discute di inerzia termica nelle costruzioni, l'attenzione si concentra spesso sulle pareti perimetrali. Il pavimento è tuttavia una componente altrettanto rilevante, specialmente nei climi caldi, dove il suolo naturale mantiene temperature relativamente stabili durante l'estate. Un pavimento in pietra posato direttamente su vespaio o su sottofondo in pietrisco stabilisce una connessione termica con la massa del terreno sottostante, amplificando l'effetto di smorzamento delle variazioni di temperatura.

Nelle case rurali italiane costruite tra il XVI e il XIX secolo, i pavimenti in pietra erano la norma per ragioni economiche e pratiche. L'uso di materiale locale, spesso lo stesso impiegato per i muri, creava un sistema costruttivo coerente con una risposta termica uniforme in tutte le superfici dell'involucro.

Le pietre da pavimento più usate in Italia

Chianche di Apulia

Le chianche sono lastre di pietra calcarea bianca o grigio-chiara estratte nelle aree carsiche della Puglia, in particolare nel comprensorio di Trani, Fasano e della Murgia. La loro superficie liscia e la densità del materiale (1.900–2.200 kg/m³) le rendono ottimi accumulatori di calore solare nei mesi invernali. Nei trulli di Alberobello e nelle masserie apule, i pavimenti in chianche contribuiscono al comfort termico invernale assorbendo il calore solare che penetra attraverso le aperture orientate a sud e restituendolo gradualmente durante la notte.

In estate, la stessa caratteristica si traduce in un accumulo di calore indesiderato se le aperture non vengono gestite correttamente. La pratica tradizionale di chiudere le persiane durante le ore centrali della giornata serve proprio a limitare l'apporto solare sul pavimento durante il periodo caldo.

Pietra serena toscana

La pietra serena è un'arenaria a grana fine di colore grigio-blu, estratta principalmente nei dintorni di Firenze, in particolare a Greve in Chianti e Fiesole. Usata fin dal Rinascimento per pavimentazioni e elementi architettonici, ha caratteristiche termiche intermedie: densità di 2.300–2.500 kg/m³ e conducibilità termica di circa 1,5–2,0 W/(m·K). Nei palazzi storici fiorentini, i pavimenti in pietra serena del piano terra mantengono temperature sensibilmente più basse rispetto ai piani superiori durante l'estate, anche in assenza di sistemi di raffrescamento.

Basalto etneo e vulcanite siciliana

Il basalto di origine lavica dell'Etna viene usato nelle costruzioni catanesi e nei paesi pedemontani del versante sud-orientale del vulcano. Con densità di 2.800–3.000 kg/m³ e conducibilità termica di 2,0–3,0 W/(m·K), è il materiale più "pesante" tra quelli considerati. I pavimenti in basalto assorbono e rilasciano il calore più rapidamente rispetto al calcare, comportandosi come un volano termico a ciclo più breve. Nelle case catanesi del centro storico, le cucine e i locali al piano terra con pavimento in basalto mantengono una temperatura notevolmente inferiore rispetto ai locali soprastanti.

San Gimignano, architettura medievale in pietra con pavimentazioni tradizionali
San Gimignano (Toscana). I centri storici medievali italiani mostrano l'uso tradizionale della pietra serena in pavimentazioni e rivestimenti. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA.

Comportamento stagionale: estate e inverno a confronto

Estate

Durante l'estate, la strategia corretta per i pavimenti in pietra consiste nel mantenere la casa chiusa durante il giorno, limitando l'apporto di calore solare e convettivo. Il pavimento resta fresco grazie al contatto con il sottosuolo e alla bassa temperatura dell'aria interna. La sera, quando la temperatura esterna scende, si aprono le finestre per ventilare. Il pavimento in pietra assorbe il calore residuo dell'aria interna e, attraverso conduzione verso il sottosuolo, disperde parte dell'energia accumulata.

Questa tecnica funziona meglio nei climi con escursione termica giornaliera elevata, tipica dell'entroterra appenninico e delle zone collinari. Nelle aree costiere, dove le notti estive rimangono calde e umide, l'efficacia si riduce significativamente.

Inverno

In inverno, i pavimenti in pietra non isolati dal sottosuolo tendono a essere percepiti come freddi al tatto, indipendentemente dalla temperatura dell'aria ambientale. Questo accade perché la conducibilità termica della pietra è alta: il calore si trasferisce rapidamente dal piede al pavimento, generando una sensazione di freddo anche se la temperatura superficiale è di 18–19°C. Nelle abitazioni tradizionali, il problema veniva parzialmente risolto con tappeti, stuoie e la disposizione delle stufe in posizione centrale.

Negli edifici ristrutturati, l'inserimento di un sistema di riscaldamento radiante a pavimento sotto le lastre di pietra rappresenta una soluzione efficace: i tempi di risposta più lenti rispetto ai pavimenti in legno o laminato vengono compensati dall'inerzia termica del materiale, che mantiene la temperatura superficiale stabile per ore anche dopo lo spegnimento dell'impianto.

Pavimenti in pietra e normativa energetica italiana

Il decreto ministeriale del 26 giugno 2015, che recepisce le direttive europee sull'efficienza energetica degli edifici, include la capacità termica del pavimento nel calcolo della prestazione energetica complessiva. La UNI EN ISO 52016-1:2017 definisce il metodo di calcolo orario per la simulazione termica dinamica, in cui la massa del pavimento è trattata come un nodo termico con parametri propri di capacità e resistenza.

In pratica, per gli edifici storici sottoposti a ristrutturazione, la presenza di pavimenti in pietra originale può essere valorizzata come contributo positivo all'inerzia termica, riducendo il fabbisogno di energia per il raffrescamento nei climi caldi. Questo aspetto è riconosciuto nelle linee guida ENEA per la riqualificazione energetica degli edifici storici.

Riferimenti